Perchè questo blog?

“Giuro di lottare con con fedeltà ed onore, sino all’estremo sacrificio, per la liberazione del mio paese; di non deporre l’arma che mi è stata affidata prima di avere spazzato via dal suolo della patria l’ultimo usurpatore tedesco e l’ultimo traditore fascista; di lavorare con tutte le mie forze, a vittoria ottenuta, per la ricostruzione del paese e per fare del mio popolo un popolo felice e rispettato nella comunità del Popoli Liberi. Lo giuro nel nome d’Italia, sulla memoria dei nostri Martiri”.

Questo era il giuramento della Garemi. Per aver rispettato questo giuramento tanti partigiani garibaldini nel dopoguerra sono stati imprigionati ed hanno dovuto scontare condanne impartite dagli stessi giudici che facevano il loro mestiere sotto il fascismo e che hanno continuato il loro mestiere dopo il 1945. Nella sola provincia di Modena “i dati che vanno dal 1948 al 1956 ci parlano di centinaia e centinaia di processati. Parlo di dati complessivi, quindi, voglio dire, ci sono dentro sia i reati dei fascisti che i reati imputati ai partigiani. Allora, quello che si evince da quei dati è semplicemente impressionante, e cioè che circa il 9% degli imputati (cioè la parte rappresentata dai partigiani) si prese il 90% degli anni di galera affibbiati complessivamente. Più esattamente, i circa settemila processati furono condannati a complessivi 2400 anni di carcere. Ebbene, fra tutte quelle 7000 persone i 654 partigiani se ne sono presi oltre 2100, di anni, li hanno presi tutti loro. Non solo, di quei 2100 anni, 164 furono di carcere preventivo, quindi possiamo dire persecutorio. Infatti credo che l’unico termine adatto a indicare quello stato di cose sia persecuzione. (Massimo Recchioni “Il Tenente Alvaro, la volante rossa”)

Questo blog è dedicato a tutti i partigiani perseguitati negli anni successivi alla Liberazione e cercherà di proporre documenti, articoli e testimonianze su quel particolare periodo storico che tanto ha segnato la vita democratica nel nostro paese. Un periodo dimenticato anche da chi doveva e deve per statuto difendere la memoria di tante persone che hanno cercato di far nascere un’Italia diversa, che hanno dato i loro anni migliori per un’idea di libertà, di pace e di giustizia sociale.

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4 risposte a Perchè questo blog?

  1. CriticaComunista ha detto:

    Quando si perde la responsabilità storica su certi periodi, come il Fascismo (che tutt’ora rimane il periodo più tragico della nostra storia), arrivano i revisionismi.
    Bisogna che il popolo italiano (nel 70% dei casi), inizi a ricordare le gesta eroiche dei Partigiani: dalle brigate repubblicane, a quelle social-comuniste, a quelle anarchiche e tutti gli altri.
    A volte mi pare di vedere che questo popolo non è più da decenni quel popolo riscattato dai nostri nonni e bisnonni…
    Di solito chi non ricorda il passato (o non vuole ricordarlo e magari negarlo), è destinato a rifare errori simili.
    “La storia si ripete sempre due volte, la prima volta come tragedia e la seconda come farsa.” Marx

    W la Resistenza!

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