Video Resistenti

“Partigiani” di Guido Chiesa: che cos’è la memoria? A che ‘serve’? Dove finisce l’’analisi storica e inizia la retorica? Che ne sarà dell’identità e del mito dei partigiani ora che il loro tempo si avvia alla fine? Domande pesanti, ambiziose, che accompagnano le lunghe ricerche che precedono la realizzazione del film, nonché il dibattito stesso tra i filmmaker, per nulla unanimi nell’’approccio alla materia. Partigiani è infine proprio questo: l’’esito di un confronto, per forza di cose frammentario e ‘aperto’, che ha coinvolto cineasti e ricercatori, partigiani e loro familiari, fino a comprendere l’’intera Correggio e la storia di questi cinquantadue anni di post-Resistenza”.
Il video è composto da nove episodi, il primo dei quali (realizzato da Guido Chiesa) è una fiction, basato su un fatto realmente accaduto. Gli episodi successivi sono dei documentari.

“Figli di nessuno” con scene tratte da “Il partigiano Johnny” di Guido Chiesa
Giuseppe Albericci (1928-2013) partigiano «Jack» della Brigata Garibaldi “Leone Borrini”.
Testimonianza tratta dal film intervista “La Collina Rossa. Voci della Resistenza” in cui racconta l’insegnamento della Resistenza ma anche le difficoltà del dopoguerra e le aspettative deluse. Giuseppe che abiterà molti anni nel milanese era originario di Bagnone in Lunigiana (MS)

Egildo Moro “Romo”, nato nel 1922, partigiano combattente della Brigata Gramsci sulle Vette Feltrine, vicecomandante di Paride Brunetti “Bruno”, ci ha lasciato il 28 febbraio.
Romo fu uno dei primi ad aderire al movimento partigiano. Partito da Padova dopo l’8 settembre del 1943, aderì subito al gruppo “Luigi Boscarin” in Val Mesaz. Durante i 20 mesi della guerra di Liberazione partecipò alle azioni con diverse brigate, sempre con ruoli di organizzazione interna e di combattente in prima linea.
Romo è stato sempre coerente con le idee, gli obbiettivi e le speranze della Resistenza e fino all’ultimo ha ribadito che rifarebbe le stesse scelte di vita.
Nel dopoguerra, quando iniziò la persecuzione nei confronti dei compagni partigiani, Romo è stato un punto di riferimento per i fuoriusciti nei paesi dell’est. Ciò è testimoniato dall’attestato rilasciatogli da Arrigo Boldrini “Bulow” nel 1984:
“L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – ANPI conferisce il diploma di benemerenza a Egildo Moro in riconoscimento della preziosa opera di solidarietà svolta a favore dei partigiani perseguitati negli anni del dopoguerra per fatti connessi con la lotta di Liberazione Nazionale. Il Presidente Arrigo Boldrini”
L’ultimo desiderio di Romo è quello di voler essere ricordato come “Partigiano Combattente”.

Giovanni Gerbi partigiano della IX brigata garibaldi da Asti è venuto in val di Susa a portare la solidarietà alla lotta no tav. Con un bellissimo intervento ha infiammato una platea entusiasta di ascoltare le sue parole. Tra le sue esperienze anche la rivolta di Santa Libera in cui un gruppo di partigiani proseguirono la lotta oltre il 45.

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